Api sulla Lavanda – Pura poesia

23 Lug Api sulla Lavanda – Pura poesia

Anche quest’anno abbiamo ospitato le “casette” delle api di un apicoltore biologico, ormai siamo diventati il loro campo estivo e, a guardarle danzare in mezzo ai filai, sembra proprio che si trovino molto bene.Anche a noi fanno compagnia con il loro ronzio ipnotico e quando raccogliamo un po’ di Lavanda facciamo attenzione a non disturbarle. Loro sembrano capirlo e si spostano un po’ più in là…

Osservare le api è affascinante e istruttivo. Le api bottinatrici,con il loro incessante lavoro di fiore in fgiore, trasportano sui loro corpi pelosi un minuscolo granulo, il polline, che racchiude l’impronta genetica della pianta che lo ha prodotto e depositandolo nell’ovaio di un altro fiore permettono il perpetuarsi della vita vegetale tutelando in modo straordinario la biodiversità.

Tantissime varietà di piante, fiori, alberi da frutto subirebbero una drammatica riduzione se non addirittura l’estinzione senza le api.

Oltre a questo fondamentale compito le api svolgono anche un ruolo di ” sentinelle dell’ambiente ” poiché a contatto con agenti inquinanti si ammalano facilmente e muoiono.

Negli ultimi anni c’è allarme per lo spopolamento di alveari che sta interessando tutte le regioni italiane.

L’ultimo recente fatto di cronaca con 400 agricoltori indagati a Udine per l’utilizzo scorretto di un prodotto fitosanitario che avrebbe causato lo sterminio di migliaia di api è solo un esempio di come una agricoltura sempre meno sostenibile stia portando inesorabilmente a danni ambientali enormi e forse irreversibili e a minacciare la sopravvivenza di specie come l’ape mellifera che ha una storia evolutiva di 25 milioni di anni. Nonostante l’ambiente,nel suo insieme, abbia gli anticorpi per reagire ai fattori che lo minacciano,l’adattamento richiede tempistiche che, in confronto alla durata media della nostra vita, sono lunghissime ma l’uomo sembra ignorare questi ritmi, pretende di piegare il corso della natura ai propri bisogni consumistici… sta devastando interi ecosistemi in nome di un progresso che ha già peggiorato la nostra qualità di vita.

Niente potrà mai  sostituire la poesia delle api al lavoro sui fiori e il loro dolcissimo suono, come una voce corale, primordiale e collettiva di quell’universo di cui tutti siamo parte. Dovremmo ricordarcelo sempre.

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